Parrocchia di S. Maria Annunziata nella Chiesa Metropolitana di Udine

Restauro affreschi

19 luglio 2010

I lacerti da restaurare provengono da cicli decorativi di epoca diversa testimonianti le principali fasi costruttive del Duomo di Udine tra il XIII, il XIV e il XVIII secolo.

Gran parte è stata staccata dall’originaria posizione nel corso degli anni Sessanta durante i lavori di restauro del Duomo a cura della Soprintendenza. I frammenti settecenteschi, opera di Louis Dorigny, sono stati recuperati dopo il crollo del presbiterio a causa dei bombardamenti del 1945.

Lo stacco fu eseguito dal restauratore Gino Marchelot che presumibilmente negli anni successivi eseguì anche la collocazione su pannelli in truciolato e il restauro degli affreschi. L’operazione, sempre traumatica, era stata eseguita secondo la metodologia valida ancora oggi con l’applicazione di garze e tele di rinforzo, ma le integrazioni pittoriche appaiono eseguite con colori a tempera stesi a corpo o a grosse righe debordanti.

Lo stato di conservazione molto eterogeneo, con parti gravemente compromesse da sollevamenti e distacchi e superfici frantumate e sconnesse ha incoraggiato la Fondazione Crup a sostenere la Parrocchia della Chiesa Metropolitana nelle procedure di intervento, come già in passato per altre parti dello stesso Duomo.

Le condizioni di degrado molto avanzato fanno escludere l’eventualità di un nuovo stacco dei dipinti dai supporti su cui si trovano applicati ora, perché tale operazione metterebbe a rischio ulteriormente la loro integrità. Il restauro prevede le necessarie operazioni di preconsolidamento, pulitura, consolidamento del colore, fissaggio puntuale dei sollevamenti, eventuale stacco e spianamento di piccole parti, rifacimento delle malte di neutro, stuccatura e ritocco pittorico. La pulitura dovrà prevedere anche la rimozione dei ritocchi del Marchelot, non più adeguati, ma la lettura proposta dal restauratore sarà riproposta utilizzando come metodo d’integrazione pittorica la selezione cromatica ad acquerello, più adatta a ricucire l’immagine senza snaturare la materia originale dell’affresco. Il ritocco sarà eseguito con brevi tratti sovrapposti ed eventuali abbassamenti di tono.