Progetto AGER “Agroalimentare e Ricerca”
11 novembre 2011
Il progetto AGER “Agroalimentare e Ricerca”, promosso dalla Fondazione Cariplo e a cui hanno aderito altre 12 fondazioni di origine bancaria - Fondazione Crup, Ente Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Teramo, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Carife Cassa di Risparmio di Ferrara, Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, Fondazione Cariparma, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione di Venezia - ha come fine lo sviluppo del settore agroalimentare, attraverso il sostegno ad attività di ricerca scientifica. Tre anni di ricerche, frutto della collaborazione tra università, centri di ricerca pubblici e privati e operatori del settore, hanno permesso di condividere e mettere a punto strumenti e strategie, con lo scopo finale di contribuire al miglioramento dei processi produttivi e allo sviluppo di tecnologie. Il progetto AGER intende infatti rispondere alla domanda crescente di prodotti di alta qualità, coniugare rese elevate e rispetto dell’ambiente (sostenibilità) e garantire la tracciabilità di filiera: in particolare, ha finanziato la ricerca nel comparto ortofrutticolo (melo, pero e prodotti pronti al consumo), cerealicolo (frumento duro e riso), vitivinicolo e zootecnico (filiera del suino).
La Fondazione Crup, in qualità di partner attivo del progetto AGER, ha contribuito fattivamente al rilancio del settore primario friulano, il quale dovrà necessariamente puntare sulle tipicità e sulle eccellenze agroalimentari. Il Friuli Venezia Giulia, infatti, proprio per conformazione geografica e morfologica del territorio ha la caratteristica di avere piccole aziende agricole con produzione quantitativamente limitate, ma con produzioni di grande qualità che dovranno essere valorizzate e promosse.
Nella fattispecie, per quanto riguarda la filiera dei cereali gli obiettivi del progetto sono lo sviluppo di una piattaforma di genotipizzazione basata su marcatori molecolari SPN per la selezione assistita nei programmi di incrocio; l’identificazione di geni di interesse per il miglioramento della resistenza alle malattie, per la qualità del glutine, per l’alto contenuto in amilosio, per l’efficienza dell’uso di acqua e azoto da parte della pianta; lo sviluppo di alimenti funzionali, caratterizzati da elevati contenuti in fibre solubili utili per il controllo ematico di zuccheri e colesterolo o da elevati livelli di polifenoli; l’identificazione di linee genetiche a basso contenuto in peptidi allergenici; la messa a punto di metodi di determinazione rapida del contenuto nelle farine di micotossine native e coniugate.
Per la filiera della vite, gli obiettivi del progetto sono la messa a punto di metodi diagnostici specifici e sensibili, che permettano di rilevare la presenza del patogeno anche in organi della pianta diversi dalla foglia, così da essere applicabili in periodi dell’anno in cui i sintomi non sono ancora visibili; lo studio delle interazioni ospite-patogeno su base molecolare, identificando i geni espressi in condizione di infezione; lo studio dei fenomeni di “recovery” (piante malate che ritornano ad essere non sintomatiche) e il loro significato nel controllo delle malattie sostenute da citoplasmi; la messa a punto di una strategia per la produzione di piante tolleranti/resistenti ai giallumi della vite.
Per la filiera del vino, gli obiettivi del progetto sono l’applicazione di tecnologie di estrazione “verdi”, innovative ed ecocompatibili per i composti bioattivi ed il recupero dell’olio dai semi d’uva; l’identificazione e la valutazione di composti bioattivi estratti che promuovano la salute, in particolare polifenoli; la produzione biotecnologica di polimeri biodegradabili; la produzione di energia tramite un innovativo processo di produzione “verde”.
Per la filiera del melo, gli obiettivi del progetto sono la creazione di linee genetiche resistenti alle principali avversità del melo con resistenze piramidale e durature nel tempo; la creazione di linee genetiche auto diradanti in grado di ridurre gli interventi di manodopera e di compensare i prodotti chimici che l’Unione Europea sta ritirando dal mercato; la creazione di linee genetiche a bassa allergenicità, adatte quindi ad un più largo spettro di consumatori; la messa a punto di metodi di valutazione non-distruttivi della frutta che permettano di categorizzare le partite di prodotto.
Per la filiera della IV gamma (prodotti ortofrutticoli pronti per il consumo), gli obiettivi del progetto sono l’identificazione della cultivar idonee alla trasformazione in IV gamma; l’incremento delle rese; la riduzione delle fitopatie; la riduzione dell’accumulo di nitrati nel prodotto; la riduzione e/o la sostituzione del cloro nelle acque di lavaggio; la riduzione dei consumi d’acqua; lo sviluppo di tecnologie atte ad inibire le contaminazioni microbiche e le alterazioni enzimatiche; lo sviluppo di modelli di previsione della shelf life; lo sviluppo di test diagnostici rapidi per la ricerca e la quantificazione di patogeni; l’analisi dell’impatto ambientale della filiera produttiva e lo sviluppo di una “etichetta verde”; la valutazione dell’impatto economico derivante dalle innovazioni introdotte nelle filiere di produzione.
Per la filiera della zootecnia-suino, gli obiettivi del progetto sono lo sviluppo di nuove strategie per il trattamento degli effluenti zootecnici; lo sviluppo di un sistema di supporto alle decisioni per l’identificazione delle possibili soluzioni a livello aziendale e territoriale; la definizione dei benefici e dei costi delle diverse strategie di gestione; la validazione delle soluzioni realizzate in casi di studio; il miglioramento genetico del suino pesante guidato da tecnologie genomiche, dell’efficienza di utilizzo dei mangimi e l’aumento dei valori nutrizionali delle carni, della salute e del benessere animale; la riduzione dell’impatto ambientale dei reflui; il miglioramento del processo di macellazione per ridurre la contaminazione microbica; dei processi tecnologici per la produzione di prosciutti crudi e cotti; dell’efficienza nutrizionale dei suini e la riduzione dell’emissione di inquinanti nell’ambiente, mediante l’impiego di diete innovative da ingrasso in grado di mantenere le qualità delle carni; l’aumento del benessere dei suini mediante l’impiego di materiali idonei a favorire le naturali manifestazioni comportamentali di esplorazione e di manipolazione degli animali, anche in ambienti di allevamento confinati.


