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DOMENICA, 29 GENNAIO 2012
 
Pagina 25 - Cronache
 
Al Bearzi anche un robot come compagno di studio
 
Nuova formula educativa all’istituto che ha inaugurato quattro laboratori Oltre 250 ragazzi all’iniziativa che abbina la fantasia alle moderne tecnologie
 
Oggi scuola aperta per i giovani e le loro famiglie
 
 
 
 

Sono oltre 700 gli studenti che ogni giorno gravitano attorno al centro nato nel 1932 grazie all’intraprendenza di don Guglielmo Biasutti. Oggi nell’istituto trovano spazio le scuole primaria, secondaria di primo grado, l’istituto tecnico informatico, l’istituto tecnico meccanotronico e le tre articolazioni della scuola professionale: elettromeccanico, motoristico e meccanico. E in vista della chiusura delle iscrizioni, fissata dal ministero per lunedì 20 febbraio, oggi l’intero complesso rimarrà visitabile dalle 14.30 alle 18.30. Ma l’appuntamento con Scuole aperte, vetrina che da dicembre a febbraio coinvolge tutte le scuole friulane, concederà il bis il prossimo fine settimana: sabato 4 e domenica 5 febbraio (14.30 - 18.30) il corpo docente guidato dalla dirigente Lucia Radicchi accoglierà ragazzi e famiglie per illustrare l’offerta formativa. (m.z.)
Un robot come compagno di studio. È questa l’innovativa formula pensata dall’Istituto salesiano Bearzi che venerdì ha inaugurato quattro nuovi laboratori e ieri ha accolto in via don Bosco oltre 250 studenti dai 6 ai 14 anni che hanno preso parte alla seconda edizione di Udine robot, manifestazione che stimola la curiosità e l’apprendimento sfruttando le tecnologie. Ingrediente indispensabile? Tanta fantasia. «I robot sono costruiti con mattoncini colorati controllati da un microcomputer programmato in modo intuitivo grazie al sistema drag-and-drop (clicca, trascina e rilascia)» spiega la dirigente scolastica delle scuole del Bearzi, Lucia Radicchi. E durante l’intera giornata di ieri erano ben 13 i laboratori in cui sperimentare l’uso dei robot applicati alle discipline più tradizionali: dalla letteratura all’astronomia, passando per l’ecologia e il cinema. «La robotica è una disciplina del quotidiano che si intreccia sia con le azioni più banali sia con i progetti più arditi» aggiunge Radicchi. I ragazzi del Bearzi, da venerdì, possono contare dunque su quattro nuovi laboratori realizzati con il sostegno della Fondazione Crup. «Il laboratorio di robotica consentirà di utilizzare 40 automi anche per la didattica – spiega la direttrice Radicchi –: studiare scienze, matematica, lettere e storia diventerà divertente perché saranno i ragazzi a programmare i robot così da portare sul piano pratico la lezione imparata, elaborando, per esempio, un programma che consenta al robottino di camminare su un perimetro dato e calcolato». E i computer entrano anche in officina. Ormai per verificare i parametri di un’automobile non ci si sporca più le mani con l’olio del motore, è sufficiente collegare un pc e leggere sullo schermo i dati da correggere. Ecco allora che gli studenti del professionale potranno imparare il mestiere del meccanico nel nuovo laboratorio di motoristica diagnostica, ma anche verificare le dimensioni di una mascherina realizzata al tornio nella nuova aula misure e condensare l’energia solare grazie al pannello inseguitore pensato, disegnato e realizzato dagli studenti del Bearzi. «Gli studenti diventano protagonisti grazie all’entusiasmo degli insegnanti», osserva il sindaco Furio Honsell, intervenuto al quadruplo taglio del nastro insieme con l’assessore regionale all’Istruzione, Roberto Molinaro, e al presidente della Fondazione Crup, Lionello D’Agostini. La scuola ha anche consegnato una targa al Gruppo Pittini di Osoppo che accoglie gli studenti durante gli stage in azienda. Michela Zanutto