Cortiula: «Niente tagli alla prevenzione ma si potenzia»

(A.L.) Pur in tempo di crisi e di riassetto della sanità, «sulla prevenzione non si taglia, anzi, si potenzia». Parola del direttore centrale della direzione regionale Salute, Gianni Cortiula, intervenuto ieri al forum «Prevenzione reti salute», in cui è stata presentata la ricerca condotta dall'Università di Udine sui progetti per la promozione della salute...

1 febbraio 2012

IL GAZZETTINO Online: il quotidiano del NordEst



HomePage


SANITA’
Cortiula:
«Niente tagli
alla prevenzione
ma si potenzia»

Mercoledì 1 Febbraio 2012,
(A.L.) Pur in tempo di crisi e di riassetto della sanità, «sulla prevenzione non si taglia, anzi, si potenzia». Parola del direttore centrale della direzione regionale Salute, Gianni Cortiula, intervenuto ieri al forum «Prevenzione reti salute», in cui è stata presentata la ricerca condotta dall'Università di Udine sui progetti per la promozione della salute nelle province di Udine e Pordenone. Uno studio commissionato dalla Fondazione Cref e sostenuto dalla Fondazione Crup. «La prevenzione è fondamentale - ha proseguito Cortiula - per migliorare la qualità della vita ed utilizzare meno gli ospedali. Occorre però insegnare ad adottare un corretto stile di vita sin dalle scuole dell'infanzia. È perciò strategico che i diversi soggetti attivi su questo fronte si relazionino e si raccordino, con la Regione nel ruolo di facilitatore di tale raccordo».
      Il «censimento», condotto dal professor Silvio Brusaferro e dalla dottoranda Elisa Filiputti nell'arco di un anno, ha individuato 67 progetti, la maggioranza dei quali focalizzati sull'uso/abuso di sostanze voluttuarie (34%), sulla comunicazione (19%), sull'attività fisica (15%) e sull'alimentazione (15%). Molteplici le positività delle iniziative, ma anche diversi i margini di miglioramento. Da qui una delle proposte operative che accompagnano l'analisi: «Sviluppare un sito informativo capace di collezionare le iniziative esistenti - ha spiegato Brusaferro -, per renderle accessibili ai diversi attori interessati e soprattutto ai cittadini». Importante, inoltre, raccordare i programmi regionali con quelli transfrontalieri.