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LUNEDÌ, 08 MARZO 2010
 
Pagina 18 - Cultura e spettacoli
 
A Cividale la piú bella arte sacra d’Italia
 
Da ieri in Santa Maria in Valle i 65 capolavori della mostra “L’anima e il mondo”
 
 
 
 

CIVIDALE. «A un continente che tende a rigettare le sue radici Giovanni Paolo II disse: “Ti mando, vecchia Europa, un grido d’amore: riscopri la tua anima. L'Europa o sarà cristiana o non sarà”. Questa mostra d’arte sacra apre il cuore, è una boccata d’ossigeno in un’atmosfera pervasa da brutte notizie. È proprio vero, “la bellezza salverà il mondo”». Nelle parole dell’arcivescovo emerito di Udine, monsignor Alfredo Battisti - ospite d’onore, ieri, in un parterre istituzionale da grande occasione -, la “lettura” piú semplice e al contempo piú autentica e profonda della rassegna inaugurata nella chiesa di San Giovanni, nuovo spazio espositivo - all’interno del complesso monastico di Santa Maria in Valle - regalato alla città di Cividale. L’anima e il mondo, questo il titolo dell’allestimento promosso dal Comune – in sinergia con numerosi altri enti – e curato dalla storica dell’arte Roberta Costantini, si potrà visitare fino al mese di giugno, sia nei feriali che nei festivi, con ingresso gratuito.
Il filo conduttore è la tematica (religiosa, appunto) cui sono ispirati i dipinti, le sculture, gli oggetti d’arredo sacro offerti, tutti per la prima volta, alla vista del pubblico. Le costanti, invece, sono due: il livello dei pezzi selezionati, decisamente alto, e la loro appartenenza privata. Ecco perché si tratta, per ciascuno dei sessantacinque beni in mostra – datati fra XIV e XVIII secolo –, di una “prima”: provengono da otto collezioni – dalla città di Udine a quelle di Pordenone, Venezia, Verona e Bologna – e mai, fino a oggi, le avevano abbandonate per essere esposte in un luogo pubblico.
Affollatissimo il vernissage: all’introduzione del vicesindaco Stefano Balloch e al saluto del sindaco Attilio Vuga (che ha annunciato, per inciso, una prossima rassegna «di assoluto spessore» dedicata ai maestri del Novecento pittorico friulano: verrà allestita a palazzo de Nordis, in autunno) hanno fatto seguito, fra gli altri, gli interventi dell’assessore provinciale alla cultura Elena Lizzi e dell’assessore regionale alla cultura Roberto Molinaro. Presenti anche rappresentanze della Fondazione Crup e dell’Università di Udine, nonché alcuni proprietari dei tesori in prestito e il restauratore veneziano Bruno Vianello, che ha risanato molti di essi. «Cividale - ha dichiarato Molinaro - ha ormai acquisito, a buon diritto, il titolo di capitale culturale della nostra regione. Ben vengano occasioni come questa, in cui capolavori non fruibili, normalmente, dalla comunità possono essere ammirati da chiunque. L’azione culturale che si sta portando avanti nella città ducale registra oggi, insomma, un nuovo importante traguardo». L'anima e il mondo offre una panoramica affascinante sulla resa artistica della sfera della religiosità, si tratti di fede “dotta” o popolare: le sezioni sono tre, una dedicata alla pittura, la seconda alla scultura, l’ultima agli arredi sacri. Alla prima, la piú estesa, è riservata la navata unica della chiesa di San Giovanni: ad accogliere lo spettatore è il lucchichio dorato di due tele di fine XV secolo, che riproducono San Giacomo maggiore e San Pietro martire; il seguito è un viaggio fra santi e profeti, prelati e Madonne, eroi ed eroine del Vecchio Testamento.
Lucia Aviani
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